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vacanze
Giovedì 30 giugno 2016

Minorca, a caccia di un ombrellone

Minorca, a caccia di un ombrellone 0
Minorca, a caccia di un ombrellone 1
Minorca, a caccia di un ombrellone 2
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Sono tornato da poco da un erasmus  a Barcellona e prima di rientrare in Italia sono stato qualche giorno a Minorca. Molti dei ragazzi che ho conosciuto durante il periodo di studio parlavano molto bene di questa isola e poiché per raggiungerla era necessaria solo un'ora di volo ho preso la palla al balzo e ci sono andato, sfruttando anche i suggerimenti di chi ci era già stato in modo da poter visitare ciò che valeva la pena.

Potrebbe non sembrare, ma l'isola è grande e per spostarsi è meglio utilizzare l'auto, anche se quando poi si dovrà riprendere l'aereo per il ritorno sarà un po' scomodo riportarla all'autonoleggio, specialmente nel caso gli orari d'apertura e di volo siano simili. E' possibile spostarsi anche in scooter, ma a parte le spesso lunghe distanze tra due spiagge da visitare con conseguente perdita di tempo si rischia di prendere freddo: verso sera infatti ho indossato quasi sempre una felpa e le poche volte che mi sono spostato in scooter ho patito freddo. Ammalarsi in vacanza sarebbe la sfortuna peggiore:

Nei pochi giorni a mia disposizione, le mie finanze sono quelle di uno studente quindi molto limitate, ho alloggiato a Ciutadella, paesino caratteristico con vie molto strette e nomi particolari, come Que no passa, e ad Es Mercadal, ai piedi del monte Toro, in modo da riuscire ad avere una visione più completa essendo questi due paesi un'ottima base di partenza per visitare le spiagge dell'isola sia da un lato che dall'altro. Molte spiagge erano libere e, anche se la sera faceva freschino, di giorno si prendeva un bellissimo sole: avevo proprio voglia di godermi un periodo di relax in riva al mare!

Organizzato come sono non avevo preso né l'ombrellone né un telo dove stendermi, immaginando forse di trovarlo già sul posto. In effetti mentre mi avvicinavo alla spiaggia trovavo negozietti che ne vendevano,  farebbero affari d'oro se tutti i turisti fossero come me, ma non volendo raschiare il fondo del già compromesso borsellino ho deciso di prendere solo una stuoia da pochi euro e restare senza ombrellone. Per un paio di giorni è andata anche bene, poi però la temperatura aumentava ed è stato necessario comprarlo. Ho girato almeno 5 o 6 tra negozi e venditori che trovavo camminando sul lungomare, in modo da acquistare quello più spartano che costasse meno, tanto alla fine doveva solo farmi un po' d'ombra nei momenti più caldi della giornata. E così ho fatto.

La sera stessa, tornando in albergo, il ragazzo alla reception vendendomi per la prima volta tornare con un ombrellone mi chiese se l'avessi comprato ed alla mia risposta affermativa mi aprì la porta di una stanza bella grande: piena di ombrelloni! Molti turisti prima di ritornare a casa li lasciavano all'albergo! Se solo l'avessi saputo!

Ed il borsellino piange!
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